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Ospedale MAS Children

L’Ospedale che c’è, nel paese che non c’è.

Il Somaliland è una realtà anomala per il continente africano: si tratta di uno Stato pacifico, democratico e non avvelenato da lotte intestine. Eppure sulla carta non esiste: è uno Stato non riconosciuto dalla comunità internazionale e per questo motivo si è guadagnato l’etichetta di “paese che non c’è”. Questa condizione ci ostacola nel portare aiuto alla popolazione, in un contesto in cui qualsiasi ritardo o interruzione nella fornitura di aiuti diventa una questione di vita o di morte.

Non è tutto. Il paese è in fin di vita da diversi anni a causa di una siccità talmente devastante da far morire persino i cammelli: a Baligubadle ad esempio, non piove da tre anni. La moria del bestiame e la conseguente carestia ha causato 700.000 sfollati e 388.000 bambini malnutriti: la popolazione del Somaliland vive ai limiti della sopravvivenza.

Per questo abbiamo scelto di costruire il nostro Ospedale Pediatrico ad Hargheisa, Il MAS Children, per fornire cure gratuite a tutti i bambini del paese e non solo: sono moltissimi i genitori che attraversano le frontiere del Kenya e dell’Etiopia per portare i propri bimbi ammalati al MAS, che rappresenta la loro unica reale possibilità.

Il nostro Ospedale è un po’ come il Somaliland: un piccolo gioiello che brilla in un deserto di povertà e di cui siamo molto orgogliosi. Grazie al vostro sostegno di recente è nato anche il Polo Chirurgico, il “padiglione blu”, che ci consente di intervenire subito nei casi più urgenti.

Qui la maggior parte dei bimbi muore per malattie banali, facili da prevenire e da lungo tempo debellate nei Paesi Occidentali. Le condizione igieniche sono scarse, così come le risorse: su più di mille strutture sanitarie, quasi 300 sono inaccessibili o impraticabili.

I medicinali essenziali scarseggiano e, a causa della carestia, la malnutrizione la fa da padrone aggiudicandosi 1/3 delle morti.

Noi continuiamo a lavorare per realizzare il nostro sogno: un mondo nel quale tutti i bambini abbiano le stesse possibilità di poter guarire da patologie curabili e dove la lotta si fa per gioco, non per la vita. I nostri bambini hanno il diritto e la possibilità di curarsi e noi pensiamo che questo diritto non debba dipendere dal luogo di nascita.

Dal 2013 ad oggi i nostri 34 letti hanno ospitato più di 75.000 bimbi, ma c’è ancora molto da fare! Il nostro obiettivo è far crescere autonomamente l’ospedale e i suoi piccoli pazienti. Tu puoi aiutarci: è sufficiente una donazione di 10 euro per garantire un giorno di cure e un letto a un bambino.

La tua donazione ci permette di operare giorno dopo giorno, facendo la differenza quotidianamente, un bambino per volta. Se vuoi fare un giro tra le corsie del nostro Ospedale e conoscere qualcuno dei nostri piccoli pazienti, leggi le loro storie!

Ecco le storie di alcuni dei nostri piccoli pazienti

Osman

È arrivato nel nostro ospedale a causa di un’ustione da acqua bollente nella zona dei glutei e del perineo, molto delicata, per questo si è scelto il ricovero: Osman ha un anno e abbiamo deciso di tenerlo sotto controllo, anche se la sua ustione è superficiale. Questo genere di incidente è molto comune in Somaliland, non a caso definito come “il peggior posto per essere madri”: qui le donne devono interamente provvedere alla famiglia svolgendo pesanti lavori domestici. Percorrono molti km per attingere all’acqua, passando gran parte del tempo in cammino verso i pozzi per portare a casa tra i quaranta e sessanta litri d’acqua al giorno e al loro ritorno sono obbligate a cucinare i pasti sul pavimento, senza nessun tipo di protezione per i bambini. E, come ogni genitore sa, basta un solo attimo di distrazione. Osman è stato dimesso il giorno dopo il suo arrivo, senza complicanze dovute all’ustione. Prima di procedere al cambio medicazione da parte dello staff, i famigliari hanno acquistato personalmente tutto il materiale necessario all’interno della farmacia del MAS Children.

Hamse

Ricoverato al MAS Children per episodi di diarrea e vomito, Hamse è un bambino di 3 anni, pesa 8.2 kg e ha sempre goduto di buona salute. È stato subito idratato tramite una flebo e sottoposto ad esami delle feci, con i quali abbiamo riscontrato una parassitosi. Essere dei bambini in Somaliland significa dover affrontare molte sfide, lottare per vivere e mordere almeno un pezzo della propria infanzia. Nel paese che non c’è, nulla può essere dato per scontato. Basta anche solo che le mani sporche arrivino alla bocca per causare questo genere di disturbi che, a causa delle scarse condizioni igieniche dell’unica stanza in cui vivono le famiglie, sono molto diffusi. Hamse è stato dimesso dopo due giorni di cure.

Marwa

È una bambina di un anno affetta da malformazioni congenite, ritardo della crescita e idrocefalo: arriva al MAS Children con evidenti problemi respiratori. Fin dalla nascita, la piccola è stata ricoverata in molte cliniche in Somaliland ed è già stata in cura anche nel nostro Ospedale. Marwa viene subito posta in terapia con ossigeno, antibiotici e anti-infiammatori. Tre giorni dopo le sue condizioni appaiono migliorate e controllate dai farmaci, eppure non ha preso abbastanza peso: i suoi genitori continuano a rifiutare il posizionamento del sondino naso gastrico per alimentarla. Ad Hargheisa spesso l’ospedale è l’ultima opzione per curarsi: le famiglie preferiscono i rimedi casalinghi, e la medicina tradizionale a cui sono abituate. Per questo motivo spesso i bambini arrivano dai noi in condizioni già critiche e sono molti i genitori che, spaventati dall’uso delle pompe siringhe o dei sondini per l’alimentazione, non ci permettono di utilizzarli. La bimba viene dimessa dopo quattro giorni di degenza: le sue condizioni sono migliorate e i genitori hanno firmato per autodimettere la figlia e portarla a casa.


 

Shaafici

Arriva al MAS Children a causa di un morso di un serpente alla spalla destra. È accaduto quattro giorni prima del suo arrivo, di notte, mentre dormiva nel suo letto. Portato precedentemente nell’ospedale pubblico Hargeisa Group Hospital dove hanno inciso e drenato il materiale purulento dalla spalla, successivamente è stato indirizzato al nostro Ospedale: sebbene non sia possibile risalire alla tipologia di serpente, il sospetto ricade su una comune vipera, nota come “Abeeso” (Bitis erientas somalica). In seguito a un’attenta valutazione dell’infezione, sono stati somministrati antibiotici, siero antiveleno e antidolorifici. Il morso di un serpente in Somaliland non è raro: nella zona sub-sahariana si registrano ogni anno 20.000 vittime, a cui bisogna aggiungere le centinaia di migliaia di persone che divengono disabili in modo permanente dopo il morso di un serpente. Tempestività e qualità del siero antidoto sono i due fattori essenziali per salvare la vita di queste persone: purtroppo nelle aree rurali le cure sono di fatto inaccessibili, perché un trattamento di qualità costa molto più di quello che la gente guadagna in un anno intero. Dopo cinque giorni di ricovero, Shaafici è dimesso in ottime condizioni, sebbene dovrà continuare ancora per mesi le medicazioni alla spalla, sulla quale resterà un segno permanente.

 


Nimco

È una bimba di due mesi e 4kg, già nota al team medico del MAS Children: Nimco era stata precedentemente ricoverata da noi per una condizione di infezione generalizzata. Come molti altri bambini, torna a farci visita a causa di ripetuti episodi di diarrea, vomito e febbre. All’esame in ambulatorio la piccola risulta disidratata: la diagnosi finale è di sepsi. Nimco viene dimessa dopo sei giorni di degenza, grazie alla cura antibiotica e al supporto nutrizionale. Disturbi come diarrea, vomito, sepsi in Somaliland sono all’ordine del giorno e spesso finiscono per divenire letali, sopratutto per i bambini. Nel mondo, lo scorso anno sono morti circa 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni, uno ogni cinque secondi, spesso per banali malattie, prima fra tutte la dissenteria. Metà di esse riguardano bambini sotto i 5 anni e sono avvenute in Africa Subsahariana. In quest’area se sei un bimbo, il tuo rischio di morte è quindici volte superiore che negli altri paesi: il più alto al mondo.

Musadir

Ha otto mesi, è arrivato nel nostro ospedale per ritenzione urinaria in diagnosi di epatite. Purtroppo non c’è molto da raccontare su Musadir perché è rimasto con noi per pochissimo tempo: le sue condizioni si sono aggravate subito e, due giorni dopo il suo arrivo al MAS Children, è mancato nel corso della notte a causa di complicanze dovute alla sua patologia. Un bambino in Somaliland è un condannato a morte, solo per essere nato nel paese “sbagliato”.  Le condizione igieniche sono scarse, così come le risorse: su più di mille strutture sanitarie, quasi 300 sono inaccessibili o impraticabili. I medicinali essenziali scarseggiano e, a causa della carestia, la malnutrizione la fa da padrone aggiudicandosi 1/3 delle morti. Noi continuiamo a lavorare per realizzare il nostro sogno: un mondo nel quale tutti i bambini abbiano le stesse possibilità di poter guarire da patologie curabili e dove la lotta si fa per gioco, non per la vita.

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